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  • Elettricità: dal 1 gennaio 2021 cessa il servizio di maggior tutela per le piccole imprese.

17/11/2022 - Cella (Confartigianato panificatori): “ci appelliamo al Ministro Urso: subito interventi contro il caro-energia”

La grave crisi energetica che sta attraversando il Paese sta mettendo in ginocchio il settore della panificazione artigiana. Di fronte ai gravi rincari e alla frammentazione delle proteste Confartigianato Panificazione ha aderito ad un tavolo di coordinamento nazionale delle Associazioni dei panificatori maggiormente rappresentative a livello nazionale (Assipan Confcommercio, Assopanificatori Fiesa Confesercenti, Confartigianato Panificatori, Cna Dolciari e Panificatori) per dare più forza e sintesi alle richieste della categoria, che sta attraversando uno dei momenti più difficili della propria storia recente.

“Le imprese di panificazione -afferma Alessandro Cella Presidente regionale veneto dei panificatori di Confartigianato- producono beni di prima necessità la cui distribuzione non può essere messa a repentaglio, pena il rischio di gravi ripercussioni sulla tenuta sociale; per questa ragione chiediamo interventi specifici per far fronte ai rincari di farina, imballaggi, gasolio, attrezzi e macchinari. In regione ci sono 1.443 imprese, con oltre 6mila 700 addetti, che da oltre due anni stanno affrontando una situazione di fortissima instabilità che ha messo a dura prova la tenuta delle produzioni e a rischio la qualità delle produzioni alimentari, simbolo del nostro Made in Italy. Senza interventi mirati ed immediati il pane artigianale, bene primario per eccellenza, potrebbe presto venire a mancare dalle tavole degli Italiani. Queste -conclude- le considerazioni che con il Tavolo di Coordinamento abbiamo rappresentato al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, unitamente ad una richiesta di incontro in cui discutere una serie di proposte mirate”.

Tra le principali richieste rientrano:

  1. L’incremento del credito di imposta previsto per le imprese ad alta intensità energetica, che per i panificatori artigiani dovrebbe essere elevato al 50%, con estensione a tutto il 1° quadrimestre 2023 ed applicazione dell’obbligo per i fornitori di uno sconto immediato in bolletta “ove richiesto” pari al credito d’imposta spettante a fronte di una automatica cessione dello stesso;
  2. L’intervento sulle norme relative al distacco delle forniture, individuando una moratoria che salvaguardi la continuità della produzione, stabilendo il pagamento di almeno il 20% della fattura che inibisca il distacco;
  3. L’intervento sul trattamento fiscale del lavoro notturno caratteristico nelle imprese di panificazione artigiana, al fine di contenere il costo del lavoro e contestualmente la capacità produttiva di pane fresco;
  4. Il riconoscimento alle imprese del settore della qualifica di operatori svolgenti lavoro usurante.

Per sostenere le ragioni delle richieste come sopra avanzate, le Associazioni de panificatori chiedono un Tavolo di confronto presso il Ministero, anche al fine di avviare un monitoraggio serrato dell’andamento dei costi energetici e delle materie prime, al fine di prevenire situazioni critiche che rischiano di creare notevoli tensioni sociali tra la popolazione.

18/10/2022 - Cavion: Sul caro bollette servono misure tempestive qui e ora

Il caro bollette non dà tregua alle imprese e alle famiglie del Veneto: ad agosto 2022 i prezzi dell’elettricità, del gas e degli altri combustibili sono cresciuti, in media, del 75,5% rispetto allo stesso periodo del 2021. Dato leggermente inferiore alla media Italia (76,4%) ma ben 23,6 punti in più rispetto al 51,9% dell’Eurozona. Le crescite sono state rilevate dal nostro Ufficio Studi che ha analizzato i dati ISTAT tra il 2021 e 2022. E l’ennesimo aumento dei costi annunciato per i prossimi mesi è la raffigurazione tangibile e concreta dello tsunami energetico che avanza inesorabile.

“Serve una squadra di Governo e serve subito -afferma  Gianluca Cavion Presidente di Confartigianato Imprese Vicenza – abbiamo bisogno di interventi consistenti, immediati e automatici quindi semplici nella loro fruibilità perché la complicatezza delle procedure burocratiche costituiscono per le piccole imprese una barriera all'accesso degli stessi. Sono necessari ulteriori sgravi e incentivi a copertura dei costi in bolletta e non possiamo più permetterci tempi lunghi per poterli avere. Il rischio è quello di una grave crisi del settore produttivo. Abbiamo bisogno di due cose: lo sconto diretto in bolletta e saperne in anticipo l’importo. Non è infatti possibile lavorare nell’incertezza totale di quale cifra ci sarà sulla prossima bolletta”.

“L’ennesimo aumento dei costi energetici, annunciati da questo mese, ci pone davanti ad un’emergenza senza precedenti perché rischiamo un punto di non ritorno per alcune attività e una diffusa insostenibilità dei costi per le famiglie – continua il presidente –. Il prossimo Esecutivo deve intervenire subito perché migliaia di attività potrebbero chiudere. È indispensabile che lo Stato individui le risorse necessarie e aggiuntive anche eventualmente utilizzando i fondi europei per calmierare subito il costo delle bollette”. “Qualsiasi intervento strutturale anche se importante -prosegue Cavion - ha tempi lunghissimi, non compatibili con l’emergenza in atto. In questo momento dobbiamo fare di tutto affinchè le nostre imprese continuino a lavorare, in caso contrario l’impatto sociale sarà terribile con costi inimmaginabili e non solo di tipo economico. Quindi ben vengano incisive politiche di diversificazione del mix energetico che agevolino le energie rinnovabili e l’efficienza, oltre ai necessari interventi strutturali sugli oneri di sistema, probabilmente in una logica di fiscalità generale. Ma ora è il momento di andare oltre, ci aspettiamo interventi maggiori di abbattimento dei costi della materia prima gas e elettricità. Non possiamo affrontare l’autunno e l’inverno con il rischio che il caro bolletta porti il Paese verso una nuova recessione”.

“Apprezziamo quanto fatto dal Governo con l’introduzione del credito d’imposta per buona parte (ma non tutte) delle imprese, ma nel contempo dobbiamo affermare che il meccanismo introdotto rischia di limitarne l’utilizzo a molte imprese. Avrà pure su un significato se molti professionisti si rifiutano di fare i conteggi per arrivare alla definizione del credito d’imposta spettante. Molte aziende si stanno rivolgendo a terzi per fare i conteggi necessari, sostenendo costi che riducono il beneficio derivante da tale credito d’imposta.  Inoltre è innegabile che la modalità di calcolo del credito d’imposta continua a non essere agevole per coloro che hanno cambiato gestore dal 2019 ad oggi, e sono tanti”.

“Riteniamo possa essere più funzionale per le imprese l’applicazione di una riduzione diretta in bolletta dei benefici previsti – continua Cavion - per i quali continuiamo a sostenere che devono essere non inferiori al 50% dei costi della materia prima. Che senso ha peraltro dover calcolare se i costi dello specifico trimestre del 2022 raffrontato a quello analogo del 2019 siano superiori al 30%, per poter poi calcolare il credito d’imposta, quando tutti sappiamo che siamo a livelli di aumenti sempre superiori, quando va bene, al 300%. Ci aspettiamo quindi un cambio di impostazione sui benefici legiferati per l’abbattimento dei costi in bolletta. Ci aspettiamo sostegni reali e importanti, superiori a quelli attuali, veloci nell’essere applicati e non a posteriori all’emissione delle bollette, e soprattutto semplici nel loro utilizzo.

05/10/2022 - CAVION: bollette sempre più alte. La preoccupazione delle imprese e delle famiglie

Continua l’impressionante aumento dei costi energetici. In questi giorni famiglie e imprese stanno ricevendo bollette di energia elettrica e gas che hanno raggiunto ormai cifre mai viste. “Dopo un luglio pesantissimo in termini di costi energetici - spiega Gianluca Cavion presidente di Confartigianato Vicenza- ci ritroviamo oggi con le bollette di agosto se possibile con ulteriori nuovi aumenti, apparentemente mitigati dalla chiusura o riduzione delle attività per effetto delle giornate di stop per ferie. A questo poi si aggiunge l’avvicinarsi della stagione fredda che si preannuncia inevitabilmente molto calda sul fronte delle bollette.” “Peraltro – continua il presidente- anche il recentissimo ‘incidente’ avvenuto al gasdotto Nord Stream che ha danneggiato le linee di fornitura del gas, con la prospettiva di una lunga chiusura, inevitabilmente inciderà sugli aumenti tariffari. Se a questo aggiungiamo l’impressionante aumento del 59% delle bollette dell’energia elettrica relative al mercato tutelato e riguardante il quarto trimestre 2022 deliberato da ARERA, ci rendiamo conto che il periodo che andremo ad affrontare metterà ulteriormente in difficoltà le nostre imprese e le nostre famiglie, già stremate per i pesantissimi costi già sostenuti fin qui”.

Prosegue Cavion: “La situazione è davvero e concretamente ormai insostenibile e necessita di nuovi ulteriori interventi statali per ridurre costi che stanno mettendo in ginocchio l’intero Paese.”

Una situazione quindi che non migliorerà a detta di Confartigianato Vicenza che peraltro segnala un aumento dell’incidenza del costo dalla fornitura energetica per le piccole e medie imprese beriche passata da una media del 12,5% del totale dei costi aziendali del 2021 al 26,1% di quelli del 2022 (al momento), di fatto più che raddoppiandoli (dati emersi da una rilevazione campionaria su 403 attività venete con meno di 10 addetti condotta con modalità CATI – interviste telefoniche, dal 6 al 9 settembre).

 “In attesa di capire gli interventi che il nuovo Governo saprà, e potrà, mettere in campo su questo fronte - continua Cavion- le imprese si affidano a buon senso e resilienza cercando di ridurre l’uso di illuminazione e aria condizionata e del riscaldamento e, dove possibile, efficientando gli impianti. Sperando, anche così, di superare il difficile momento senza conseguenze definitive”.
L’auspicio di Confartigianato è quindi che si adottino quanto prima interventi statali, ma anche regionali: abbattimento del costo della materia prima energetica e aumento del credito d’imposta che dovrebbe essere non meno del 50% sia per il gas che per l’elettricità intanto fino al 30 giungo 2023; prendere seriamente in considerazione quello di porre un tetto al costo dell’energia almeno a livello nazionale. Al tempo stesso serve il massimo sforzo a sostegno degli investimenti per le fonti rinnovabili. In particolare a sostegno dell’autoconsumo teso allo sviluppo delle Comunità Energetiche e degli autoconsumatori collettivi, auspicando peraltro che venga definito, e in tempi veloci, il quadro normativo e regolatorio per tali potenziali iniziative. “Ovviamente – aggiunge Cavion- riteniamo importanti le pressioni del nostro Paese a livello europeo per la definizione, coerente, coesa e soprattutto condivisa tra tutti, di un tetto al prezzo del gas che riguardi tutte le forniture”.

Da ben prima che il problema energetico deflagrasse, Confartigianato Vicenza aveva iniziato a interrogarsi sul tema dell’autoconsumo, ovvero della promozione delle fonti di energia rinnovabile nelle aziende.

 “Su questi aspetti la nostra associazione nei prossimi mesi sarà attiva con una propria progettualità e in particolare nella promozione delle Comunità Energetiche – precisa il presidente-. Obiettivo sarà quello di aggregare imprese, famiglie e altri soggetti per autoprodurre energia pulita e ridurre i costi energetici. Obiettivo che vogliamo centrare tutti insieme: Confartigianato Vicenza, le nostre imprese, il consorzio CAEM (la nostra struttura di riferimento per le forniture energetiche e che opera in 32 province italiane) e i partner che con noi da anni lavorano sulla tematica energetica.”

28/09/2022 - Bollette: raddoppia l’incidenza media sui costi delle MPI venete.

L’incidenza media delle bollette di gas ed elettricità? E’ passata dal 15,8% della media dei costi di una piccola impresa al 28,1%, di fatto raddoppiata. Significa che mediamente l’energia è diventata una delle spese più importanti per le imprese artigiane venete. Il dato emerge da una rilevazione campionaria su 403 attività con meno di 10 addetti. Il secondo dato di interesse che emerge è la forte resilienza delle attività che, nel 50% dei casi, intende far fronte all’emergenza con un minore uso di illuminazione e aria condizionata/ riscaldamento, 1 su 4 ritiene che non avrà comunque nessuna conseguenza e solo il 6% prevede di chiudere l’attività. Infine oltre il 25% 4 chiede di essere sostenuto negli investimenti in energie rinnovabili: Comunità Energetiche ed autoproduzione (fotovoltaico etc) e ulteriori proroghe del credito d’imposta sui costi di elettricità e gas.

“Lo tsunami energetico che si sta abbattendo su imprese e famiglie non può essere affrontato solo con l’aumento del debito pubblico. E’ necessario un cambio di passo e di paradigma -dichiara Roberto Boschetto Presidente di Confartigianato Imprese Veneto-. Dobbiamo ottimizzare il consumo di energia sia attraverso interventi comportamentali ma soprattutto grazie alle nuove tecnologie. Siamo consapevoli che la transizione verso le energie rinnovabili e le tecnologie a basse emissioni di carbonio può portare alla ribalta nuovi ed ulteriori problemi di sicurezza energetica, ad esempio problematiche nelle catene di approvvigionamento necessarie per garantire i materiali di transizione, ma dobbiamo compiere scelte coraggiose e decise sulla base degli strumenti che oggi abbiamo a disposizione. L’energia rinnovabile sembra rappresentare ora uno dei pochi alleati considerata la scarsa disponibilità di risorse fossili del nostro Paese. Di recente -prosegue- anche il Parlamento europeo ha preso posizione che mira a garantire un maggior utilizzo di energie rinnovabili e a ridurre il consumo di energia entro il 2030. Il Parlamento si è anche espresso sulla revisione della direttiva sull'efficienza energetica, legge che fissa gli obiettivi di risparmio energetico nel consumo di energia primaria e finale nell'UE. Si chiede ai Paesi UE di garantire collettivamente, entro il 2030, una riduzione del consumo di energia finale di almeno il 40% e di almeno il 42,5% del consumo di energia primaria, rispetto ai dati del 2007”.

Lo scorso luglio la Regione del Veneto si è dotata di una propria Legge regionale per la promozione dell’istituzione delle Comunità Energetiche Rinnovabili. Si tratta -afferma Boschetto- certamente di un importante segnale che vede la nostra Regione protagonista e tra le prime in Italia nel processo di trasformazione energetica del suo territorio, che deve vedere nelle nostre imprese un interlocutore privilegiato. Benissimo inoltre il recente incremento del Fondo di rotazione "Anticrisi attività produttive" per gli investimenti in impianti fotovoltaici nelle strutture produttive sempre da parte della regione Veneto”.

“Le CER (Comunità Energetiche Rinnovabili) e gli AERAC (auto consumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente) -conclude il Presidente- possono rappresentare modelli di business innovativi per la Transizione Ecologica basati anche sulla collaborazione pubblico-privato. Le CER possono nella pratica rappresentare un’opportunità di mettere a sistema le capacità tecnico-gestionali delle amministrazioni e dei corpi intermedi per la creazione di vere e proprie filiere locali di nuovi progettisti, aziende e artigiani”.

16/09/2022 - Boschetto: "Nessuna impresa chiuda causa “bollette”.

La folle corsa dei prezzi di gas ed elettricità non ammette esitazioni. Il Presidente di Confartigianato Imprese Veneto Roberto Boschetto lo dice chiaro e tondo: “rischiamo un’ecatombe di imprese. Per questo partiamo con una campagna stampa e social con cui il Sistema Confartigianato Imprese Veneto, forte delle sette associazioni territoriali e dei loro 140 sportelli distribuiti in tutta la regione, si mette a disposizione degli associati, e non, con task force dedicate ad affrontare il dramma del caro bollette da diverse angolazioni: sindacale, lavoro, credito, fiscale e di servizi dedicati come il consorzio CAEM”.

“Da nostre stime -prosegue Boschetto-, in regione sono a rischio 76mila500 MPI con 375mila500 addetti (il 22,4% degli occupati delle imprese) di 43 settori. Servono interventi immediati ma anche altrettanto rapide riforme strutturali per riportare i prezzi dell’energia sotto controllo e scongiurare una crisi senza precedenti. Artigiani e piccoli imprenditori veneti hanno già pagato oltre 2,1 miliardi di euro in più negli ultimi 12 mesi e la cifra rischia di raddoppiare a 4,2 miliardi entro fine anno. Cifre pesanti come macigni sul futuro delle aziende che, oltre a pagare le conseguenze della guerra in Ucraina, subiscono le fragilità della nostra politica energetica”.

“Abbiamo fatto, stiamo facendo e faremo la massima pressione locale, regionale e nazionale -afferma Boschetto- per ottenere sia la riduzione del prezzo del gas che interventi pubblici per abbattere i costi in bolletta. Siamo di fatto in “guerra”! Ci aspettiamo quindi risposte adeguate da un Governo che gestisce 1.000 miliardi di spesa annuale pubblica e vanta un credito di 1.100 miliardi di credito erariale. C’è lo spazio per recuperare quanto serve per confermare e potenziare le misure già attuate da questo Esecutivo: azzeramento degli oneri generali di sistema per luce e gas, proroga e ampliamento del credito d’imposta sui costi di elettricità e gas per le imprese non energivore e non gasivore. Inoltre va fissato un tetto europeo al prezzo del gas e va recuperato il gettito calcolato sugli extraprofitti, per non aggravare la situazione del bilancio pubblico. In questo contesto di emergenza chiediamo anche che siano azzerate le pratiche relative all’installazione di impianti di autoproduzione e autoconsumo”.

“Oltre a ciò -prosegue- la nostra associazione è al fianco delle imprese: attraverso la consulenza per gli acquisti di energia, sia per le imprese che per le famiglie, grazie al consorzio CAEM e alla convezione con AIM AGSM (che hanno consentito fino ad oggi un significativo risparmio ai soci); la consulenza per accordi aziendali in materia di flessibilità negli orari di lavoro finalizzati alla riduzione dei consumi; la disponibilità attraverso FSBA, di erogazione di ammortizzatori nel caso di eventuali interruzioni lavorative; il finanziamento, attraverso le convenzioni bancarie con i Confidi, dei fabbisogni di liquidità per il pagamento delle bollette; la consulenza specialistica per l’efficientamento energetico e la riduzione dei costi; l’assistenza per interventi per l’autoconsumo e l’avvio di comunità energetiche; l’assistenza nelle pratiche per ottenere credito d’imposta energetico e ogni altro ristoro; adozione di un manuale di buone pratiche per il risparmio energetico, anche in vista di misure di razionamento”.

Per Boschetto, infine, risparmi ed equità potranno essere raggiunti con la riforma della tassazione dell’energia che oggi tocca il 51% della bolletta e che, paradosso tutto italiano, penalizza con maggiori oneri e un assurdo meccanismo di imposizione fiscale e parafiscale proprio le piccole imprese che consumano meno, in barba al principio ‘chi inquina paga’. In pratica, si tratta di intervenire sulle voci della bolletta, azzerando progressivamente la componente degli oneri generali di sistema che dovrà essere finanziata da altre fonti di gettito. E redistribuendo gli oneri delle bollette a carico delle diverse tipologie di utenti secondo un principio proporzionale all’effettiva entità dei consumi.