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03/05/2022 - Polonia e Bulgaria: la società Gazprom blocca le forniture di gas per mancato pagamento in rubli

Gazprom ha comunicato il 27/04/2022 di aver “sospeso completamente le forniture di gas alla Bulgaria e alla Polonia per mancato pagamento in rubli”, spiegando che alla fine della giornata lavorativa del 26 aprile Gazprom Export non ha ricevuto dalle due aziende di Stato i pagamenti per le forniture di aprile in rubli. I due stati “sono Stati di transito” e “in caso di ritiro non autorizzato di gas russo dai volumi di transito verso Paesi terzi le forniture per il transito saranno ridotte di tale volume”, ha precisato Gazprom. Immediata la reazione della Ue, con la presidente della Commissione Ursula Von Der Leyen che ha definito lo stop alle forniture “un nuovo tentativo della Russia di usare il gas come strumento di ricatto”.  Sempre il 27/04/2022 il primo ministro greco ha promesso all’omologo bulgaro “piena assistenza”. Va pero detto che la Bulgaria, che riceve circa 3 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia, è in ritardo nella realizzazione del gasdotto Interconnector Greece-Bulgaria che dovrebbe garantire un pari volume di gas azero trasportato dal Tap. Sembra comunque che le forniture di gas in Bulgaria sono garantite almeno per un mese. La Polonia invece, fa sapere tramite la ministra all’energia Anna Moskwa che il sistema del gas nazionale “è uno dei pochi nella UE in grado di abbandonare completamente le forniture dalla Russia”.

Di seguito la dichiarazione alla stampa della presidente Von Der Leyen a seguito dell’annuncio di Gazprom sull’interruzione delle consegne di gas in alcuni stati membri dell’UE.

"Verifica contro la consegna"

L'annuncio di Gazprom che interromperà unilateralmente la fornitura di gas ad alcuni Stati membri dell'UE è un'altra provocazione del Cremlino. Ma non sorprende che il Cremlino utilizzi combustibili fossili per cercare di ricattarci. Questo è qualcosa per cui la Commissione europea si sta preparando, in stretto coordinamento e solidarietà con gli Stati membri e i partner internazionali. La nostra risposta sarà immediata, unita e coordinata.  

In primo luogo, faremo in modo che la decisione di Gazprom abbia il minor impatto possibile sui consumatori europei. Oggi gli Stati membri si sono incontrati in seno al gruppo di coordinamento del gas. Polonia e Bulgaria ci hanno aggiornato sulla situazione. Sia la Polonia che la Bulgaria stanno ora ricevendo gas dai loro vicini dell'UE. Questo mostra prima di tutto l'immensa solidarietà tra noi, ma mostra anche l'efficacia degli investimenti passati, ad esempio negli interconnettori e in altre infrastrutture del gas. La Commissione intensificherà inoltre il suo lavoro con i cosiddetti gruppi regionali degli Stati membri, che possono fornire reciprocamente la solidarietà più immediata. Ciò mitigherà qualsiasi impatto su possibili interruzioni del gas.

In secondo luogo, continueremo il nostro lavoro per garantire una fornitura e uno stoccaggio di gas sufficienti a medio termine. Il nostro piano d'azione REPowerEU contribuirà a ridurre significativamente la nostra dipendenza dai combustibili fossili russi già quest'anno. Abbiamo anche raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per fornire ulteriori importazioni di GNL quest'anno e quelli successivi. E stiamo lavorando fianco a fianco con i nostri Stati membri per garantire la fornitura di gas alternativo anche da altri partner. A lungo termine, REPowerEU ci aiuterà anche a passare a un approvvigionamento energetico più affidabile, sicuro e sostenibile. A metà maggio presenteremo i nostri piani per accelerare la transizione verde. Ogni euro che investiamo nelle energie rinnovabili e nell'efficienza energetica è un acconto sulla nostra futura indipendenza energetica.

Questa ultima mossa aggressiva della Russia ci ricorda che dobbiamo lavorare con partner affidabili e costruire la nostra indipendenza energetica. La Commissione è in contatto con la Presidenza francese. E accolgo con favore i loro piani di convocare una riunione dei ministri dell'Energia dell'UE il prima possibile. Oggi il Cremlino ha fallito ancora una volta in questo tentativo di seminare divisioni tra gli europei. L'era dei combustibili fossili russi in Europa volge al termine. L'Europa va avanti sulle questioni energetiche.

02/05/2022 - FORNITURE GAS DA ALGERIA, EGITTO, ANGOLA E CONGO

In queste ultime settimane sono stati definiti nuovi accordi fra Italia e altri Paesi per l’approvvigionamento del gas. Con l’Algeria sono stati definite forniture aggiuntive per 9 miliardi di metri cubi (di cui 3 miliardi di metri cubi nel 2022), per l’Egitto 3 miliardi di metri cubi dal 2022. Con l’Angola non sono ancora ben definiti volumi, mentre con il Congo si prevede lo sviluppo di un progetto da avviare nel 2023 per il GNL che raggiungerà a regime una capacità di oltre 3 milioni di tonnellate/anno (corrispondenti a circa 4,5 miliardi di metri cubi di gas). Gli accordi sono stati stipulati da ENI e prevedono a latere progettualità specifiche per i Paesi partner.

29/04/2022 - Fonti energetiche nel quadro geopolitico internazionale. Confartigianato propone un webinar mercoledì 4 maggio (ore 17.00)

Negli ultimi mesi è emerso con evidenza il problema dell’approvvigionamento del gas e dell’energia con i relativi costi a incidere in maniera importante sulle voci di spesa delle imprese e delle famiglie. Da mesi Confartigianato Imprese Vicenza denuncia come questi incredibili e imprevedibili aumenti delle tariffe stiano mettendo a dura prova la tenuta del sistema imprenditoriale, in particolar modo artigiani e piccoli imprenditori. E, ad una situazione già difficile, da febbraio si è aggiunto il conflitto in Ucraina che ha messo in evidenza le debolezze di approvvigionamento energetico del nostro Paese. In queste ultime settimane si parla con insistenza di blocco delle forniture di gas dalla Russia, per le quali si è aperto un importante dibattito nell’ambito della Comunità Europea, nello stesso tempo il Governo si sta muovendo per trovare accordi con altri paesi per riequilibrare la dipendenza dal gas russo.
“In un mondo sempre più interconnesso non è possibile credere che le vicende di un paese non si riflettano anche nel nostro. La pandemia e ora questo conflitto nel cuore d’Europa ce lo ribadiscono – commenta Cavion-. Diventa quindi sempre più fondamentale comprendere come si stia modificando lo scenario internazionale relativamente all’approvvigionamento di fonti energetiche e materie prime.  Altrettanto importante è capire come il nostro Paese possa, se non debba, pensare anche a politiche energetiche da fonti diversificate e dalla provenienza non esclusiva. Le aziende e le famiglie non possono più essere ‘ostaggio’ di politiche poco accorte,  attendiste o che guardano solo al breve termine”.
Con questi presupposti Confartigianato promuove un webinar, mercoledì 4 maggio alle ore 17.00, cui interverranno, oltre al presidente Cavion per i saluti di apertura, Gianluca Pastori (docente di Storia delle relazioni politiche nella Facoltà di Scienze Politiche e Sociali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e docente ISPI - Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) e  Loris Rui (Coordinatore CAEM e Responsabile Area Energia Confartigianato Vicenza). Un momento di riflessione sugli attuali scenari e su quelli futuri per cercare di capire come cambieranno gli equilibri in Europa a seguito del conflitto Russia-Ucraina e quali le ricadute nell’economia italiana e nel tessuto imprenditoriale in particolare.
La partecipazione al webinar è possibile solo previa registrazione al link (eventbrite) presente nel sito di Confartigianato Vicenza (www.confartigianatovicenza.it).

18/03/2022 - Cavion sul caro bollette: “L’intervento del Governo sugli oneri di sistema incidono del 10% su bollette aumentate anche del 200%. Apprezziamo lo sforzo ma non è sufficiente”.

Gli interventi Governativi sul caro bollette non fa diminuire la preoccupazione delle piccole imprese per gli aumenti dei costi di gas e energia elettrica, una situazione che da settembre è letteralmente fuori controllo.

“Gli interventi non hanno che inciso marginalmente sulla bolletta, perché gli oneri di sistema, annullati nel primo trimestre e ora anche nel secondo, tendenzialmente corrispondono a una media del 10% dell’intero costo. La preoccupazione per i costi energetici rimane quindi alta: è evidente a tutti che ormai si sono toccato livelli insopportabili per il mondo delle piccole imprese - spiega Gianluca Cavion presidente di Confartigianato Vicenza-. L’intervento del Governo appare più come un gesto ‘simbolico’ che un reale intervento per contrastare il caro energia”.

Lo dimostrano anche alcune simulazioni fatte del CAEM, consorzio Confartigianato di riferimento per le forniture di gas ed energia elettrica, per capire l’effettivo peso dell’intervento governativo sulle imprese.

Così per un’azienda produttrice di salumi che consuma annualmente 332.604 kWh con un prezzo di borsa elettrica di 260 €/MWh, il costo annuale della bolletta passa da 45.101€ a 100.425 € nel calcolo si è tenuto conto dell’annullamento degli oneri di sistema incidenti per il 9,20%, questo significa che l’aumento del 2022 sul 2021 sarà del 122,7%. Se si passa invece a un panificio con 149.731 kWh annui i costi in bolletta del 2022 sul 2021 passano da 20.985 € a 46.602 € tenendo in considerazione l’annullamento degli oneri di sistema che incidono per il solo 9,40%. Un’azienda meccanica con 1,2 milioni di kWh annui, con l’intervento del Governo che abbatte i costi dell’8,4%, passa da un costo di 188.828 € ad un costo di 399.479 € con un aumento in bolletta del 118,5%.

“Si potrebbe andare avanti - continua Cavion - ma la sostanza non cambia. L’aiuto decretato dal governo, con gli attuali valori in gioco, è assolutamente ininfluente e quindi inefficace rispetto agli aumenti e alle aspettative delle nostre aziende. Insistiamo perciò nel dire che si deve trovare una soluzione per limitare il peso degli aumenti dei costi della materia prima.”
Accanto all’annuncio del Governo dell’abbattimento degli oneri di sistema anche per il secondo trimestre dell’anno, indipendentemente dalla potenza disponibile (sopra e sotto i 16,5 kW), sembra sia stata deliberata anche la riduzione degli oneri di sistema per il gas. Viene poi rafforzato il bonus sociale per le forniture di gas e di energia domestiche ed esteso fino a giugno il credito d’imposta per gli energivori (pare alle stesse condizioni di quelle del primo trimestre 2022). Peraltro sembra che un’analoga misura venga introdotta per i gasifori.

“E’ chiaro che qualsiasi intervento a sostegno delle imprese è apprezzato – aggiunge Cavion- ma non possiamo nascondere il fatto che siamo di fronte ad aiuti importanti in termini assoluti ma che alle singole aziende appaiono più come un pannicello caldo. A fronte di aumenti del 200% delle bollette un 10% di riduzione sembra veramente poca cosa. Altro aspetto è la continua differenziazione di benefici fra chi è energivoro o gasiforo e chi non lo è. Come sistema Paese dovremmo difendere e aiutare tutti allo stesso modo: non esistono, e non possono esistere, figli di serie A e serie B. Non siamo contrari al fatto che per le grandi aziende ci sia la possibilità, in determinate condizioni, di accedere al credito d’imposta, ma tale opportunità dovrebbe essere data anche alle aziende di piccole dimensioni. Il costo dell’energia e del gas in termini percentuali rispetto al fatturato aziendale può essere molto pesante anche per una impresa artigiana o comunque di piccole dimensioni”.
Confartigianato Vicenza quindi non festeggia per quanto deliberato dal Governo per il secondo trimestre: “A questo punto ci si deve augurare solo un calo del prezzo della materia energia e gas importante, ipotesi inevitabilmente legata alla situazione geopolitica internazionale che vive un periodo di grandi preoccupazioni”.

Per abbattere i costi energetici ci sono però altre strade, anche se non così immediate. “Parliamo della sostenibilità che vedrà senza ombra di dubbio coinvolte le piccole imprese - evidenzia Cavion-. Condividiamo la necessità di puntare verso forme di energia pulita e di spingere sull’acceleratore della sostenibilità, ma per farlo dobbiamo prima di tutto aiutare le imprese a rimanere sul mercato. Affrontiamo le cose con le giuste tempistiche”.   

28/02/2022 - DL ENERGIA – Bene azzeramento oneri di sistema. Ma penalizzate Pmi senza credito d’imposta

Confartigianato apprezza le misure del Dl Energia approvato dal Consiglio dei Ministri che annullano gli oneri di sistema in bolletta anche per il secondo trimestre dell’anno e riducono l’IVA sul gas al 5%. Tuttavia – fa rilevare la Confederazione – rimangono penalizzate le PMI nelle filiere del Made in Italy che, pur non avendo consumi rilevanti, non possono accedere al credito d’imposta per energia e gas, come invece è previsto per le imprese industriali. Si tratta di una criticità da affrontare con urgenza, perché la crisi delle filiere non risparmia le imprese a minori consumi che vedono le loro bollette più che raddoppiate. Confartigianato indica in particolare le gravi difficoltà delle aziende delle filiere tessili che hanno definito i listini e chiuso i contratti prima che scoppiasse il caro-energia e ora non possono nemmeno interrompere la produzione, perché obbligate a consegnare ai clienti al prezzo concordato, pena l’applicazione dì penali per mancata fornitura e mancata vendita.