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Elettricità: dal 1 gennaio 2021 cessa il servizio di maggior tutela per le piccole imprese.

Viene garantita la continuità della fornitura ma con il “servizio a tutele graduali”. Per le microimprese e le forniture domestiche il servizio di maggior tutela rimane fino al 31/12/2021.

Dal 1° gennaio 2021 comincia il progressivo passaggio obbligatorio dal servizio di maggior tutela al mercato libero dell'elettricità soltanto per le piccole imprese, mentre il servizio di maggior tutela proseguirà per famiglie e la generalità delle microimprese fino al 2022.

Viene quindi introdotto il 'servizio a tutele graduali' per le piccole imprese che nel 2021 non avranno ancora scelto un venditore del mercato libero.

Il servizio a tutele graduali sarà rivolto alle imprese titolari di punti di prelievo connessi in bassa tensione che rispondono alle caratteristiche di essere una piccola impresa in accordo alla definizione comunitaria (avere tra 10 e 50 dipendenti e un fatturato annuo tra i 2 ed i 10 milioni di euro) o che abbiano un punto di prelievo con potenza contrattualmente impegnata superiore a 15kW.

Per le piccole imprese (e per le sole microimprese con almeno un punto con potenza superiore a 15 kW), quindi, dal 1° gennaio 2021 la modalità principale di fornitura sarà il mercato libero, come previsto dalle direttive europee. Per i clienti domestici e le microimprese con tutti i punti di prelievo con potenza inferiore o uguale a 15 kW, la scadenza è fissata all'anno successivo, gennaio 2022.

Come funziona il nuovo servizio a “tutele graduali”

A partire dal 1° gennaio 2021, le piccole imprese e le sole microimprese con almeno un punto con potenza superiore a 15 kW nel mercato tutelato, laddove non abbiano sottoscritto un'offerta del mercato libero passeranno automaticamente e temporaneamente, senza interruzioni della fornitura nel “servizio a tutele graduali”.

Nel periodo 1° gennaio 2021 - 30 giugno 2021 l'utenza sarà assegnata in modo transitorio al fornitore della maggiore tutela che già serve il cliente, con condizioni contrattuali coincidenti con quelle delle offerte PLACET già esistenti (contratti a Prezzo Libero a Condizioni Equiparate di Tutela).
Il prezzo sarà in questa prima fase analogo a quello del servizio di maggior tutela che, per la parte della spesa per la materia energia, continuerà a riflettere le variazioni del prezzo dell'energia elettrica nel mercato all'ingrosso ma sarà basato sui valori consuntivi del PUN (il prezzo di riferimento dell'energia elettrica in Italia acquistata alla borsa elettrica). Tutte le altre componenti della bolletta continueranno a essere stabilite dall'Autorità.

Gli esercenti la maggior tutela contatteranno i clienti non domestici titolari di punti di prelievo connessi in bassa tensione con potenza inferiore o uguale ai 15 kW per richiedere un'autocertificazione che attesti il possesso dei requisiti dimensionali della microimpresa (cioè un'impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro).

Dopo il 1° luglio 2021, invece, ci sarà un'assegnazione a regime e il servizio a tutele graduali sarà erogato dagli esercenti selezionati attraverso specifiche procedure concorsuali (ripetute dopo tre anni) a livello di aree territoriali.

Le condizioni economiche relative alla Spesa per la materia energia continueranno ad essere basate sui valori consuntivi del PUN, come nell'assegnazione provvisoria, e a comprendere corrispettivi a copertura degli altri costi di approvvigionamento e commercializzazione, con una parte definita in base agli esiti di aggiudicazione della gara.

In ogni caso, le piccole imprese riceveranno un'informativa dettagliata (da parte del proprio operatore) al momento dell'attivazione del servizio di tutele graduali a regime. Saranno applicate le condizioni stabilite dall'Autorità riguardo a modalità e tempistiche di fatturazione, contenuto dei documenti di fatturazione, garanzie da richiedere al cliente, tempistiche e modalità di pagamento, modalità di rateizzazione e di applicazione degli interessi di mora in caso di mancato pagamento da parte del cliente finale ecc.

Fonte: ARERA

Informazioni possono essere chieste inviando una richiesta di contatto alla seguente e.mail

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

oppure contattando

Casalatina Deborah – tel. 0444 168484

Chiara Dalle Nogare – tel. 0444 168408

Raumer Enrico – Tel. 0444 168469

Zanrosso Mirco – tel. 0444 168395

Elettricità: dal 1° gennaio 2021 termina il servizio di maggior tutela per le piccole imprese.

Viene garantita la continuità della fornitura ma con il “servizio a tutele graduali”. Per le microimprese e le forniture domestiche il servizio di maggior tutela rimane fino al 31/12/2021.

Dal 1° gennaio 2021 comincia il progressivo passaggio obbligatorio dal servizio di maggior tutela al mercato libero dell'elettricità soltanto per le piccole imprese, mentre il servizio di maggior tutela proseguirà per famiglie e la generalità delle microimprese fino al 2022.

Viene quindi introdotto il 'servizio a tutele graduali' per le piccole imprese che nel 2021 non avranno ancora scelto un venditore del mercato libero.

Il servizio a tutele graduali sarà rivolto alle imprese titolari di punti di prelievo connessi in bassa tensione che rispondono alle caratteristiche di essere una piccola impresa in accordo alla definizione comunitaria (avere tra 10 e 50 dipendenti e un fatturato annuo tra i 2 ed i 10 milioni di euro) o che abbiano un punto di prelievo con potenza contrattualmente impegnata superiore a 15kW.

Per le piccole imprese (e per le sole microimprese con almeno un punto con potenza superiore a 15 kW), quindi, dal 1° gennaio 2021 la modalità principale di fornitura sarà il mercato libero, come previsto dalle direttive europee. Per i clienti domestici e le microimprese con tutti i punti di prelievo con potenza inferiore o uguale a 15 kW, la scadenza è fissata all'anno successivo, gennaio 2022.

Come funziona il nuovo servizio a “tutele graduali”

A partire dal 1° gennaio 2021, le piccole imprese e le sole microimprese con almeno un punto con potenza superiore a 15 kW nel mercato tutelato, laddove non abbiano sottoscritto un'offerta del mercato libero passeranno automaticamente e temporaneamente, senza interruzioni della fornitura nel “servizio a tutele graduali”.

Nel periodo 1° gennaio 2021 - 30 giugno 2021 l'utenza sarà assegnata in modo transitorio al fornitore della maggiore tutela che già serve il cliente, con condizioni contrattuali coincidenti con quelle delle offerte PLACET già esistenti (contratti a Prezzo Libero a Condizioni Equiparate di Tutela).
Il prezzo sarà in questa prima fase analogo a quello del servizio di maggior tutela che, per la parte della spesa per la materia energia, continuerà a riflettere le variazioni del prezzo dell'energia elettrica nel mercato all'ingrosso ma sarà basato sui valori consuntivi del PUN (il prezzo di riferimento dell'energia elettrica in Italia acquistata alla borsa elettrica). Tutte le altre componenti della bolletta continueranno a essere stabilite dall'Autorità.

Gli esercenti la maggior tutela contatteranno i clienti non domestici titolari di punti di prelievo connessi in bassa tensione con potenza inferiore o uguale ai 15 kW per richiedere un'autocertificazione che attesti il possesso dei requisiti dimensionali della microimpresa (cioè un'impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro).

Dopo il 1° luglio 2021, invece, ci sarà un'assegnazione a regime e il servizio a tutele graduali sarà erogato dagli esercenti selezionati attraverso specifiche procedure concorsuali (ripetute dopo tre anni) a livello di aree territoriali.

Le condizioni economiche relative alla Spesa per la materia energia continueranno ad essere basate sui valori consuntivi del PUN, come nell'assegnazione provvisoria, e a comprendere corrispettivi a copertura degli altri costi di approvvigionamento e commercializzazione, con una parte definita in base agli esiti di aggiudicazione della gara.

In ogni caso, le piccole imprese riceveranno un'informativa dettagliata (da parte del proprio operatore) al momento dell'attivazione del servizio di tutele graduali a regime. Saranno applicate le condizioni stabilite dall'Autorità riguardo a modalità e tempistiche di fatturazione, contenuto dei documenti di fatturazione, garanzie da richiedere al cliente, tempistiche e modalità di pagamento, modalità di rateizzazione e di applicazione degli interessi di mora in caso di mancato pagamento da parte del cliente finale ecc.

Fonte: ARERA

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Casalatina Deborah – tel. 0444 168484

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Raumer Enrico – Tel. 0444 168469

Zanrosso Mirco – tel. 0444 168395

Covid e DL Ristori: Confartigianato spinge per la riduzione dei costi dell’energia elettrica

Nell’ambito del DL Ristori in discussione è stata inserita la proposta di Confartigianato tesa ad ottenere la riduzione degli oneri delle bollette elettriche. In particolare la proposta riguarda la riduzione delle voci in bolletta identificate come “trasporto e gestione del contatore” e “oneri generali di sistema”, particolarmente significative in termini di costi da sostenere.

Va detto che grazie all’azione di Confartigianato, la proposta emendativa al DL ristori di cui sopra, approvata in sede di Commissione Bilancio e Finanze del Senato, insieme ad altre proposte di Confartigianato, è stata recepita da tutte le forze politiche (maggioranza e opposizione). Si auspica medesimo atteggiamento in aula da parte dei Senatori e successivamente alla Camera dei Deputati.

Il provvedimento, se approvato definitivamente, dovrebbe rimandare a un successivo intervento di ARERA, relativo almeno per i mesi di novembre e dicembre 2020, per la “riduzione della spesa sostenuta dalle utenze elettriche connesse in bassa tensione diverse da usi domestici”.

Il DL Ristori deve essere convertito in legge entro il 28/12/2020.

Attenzione agli inganni e truffe. L’accordo fra Confartigianato e AIM Energy per le forniture domestiche di gas e elettricità è pienamente operativo

Sono riprese in maniera massiccia le telefonate da parte di anonimi call center o agenzie nei confronti di chi ha stipulato un contratto di fornitura di energia elettrica e gas ad uso domestico avvalendosi dell’accordo fra Confartigianato e AIM Energy. 

Chi telefona si presenta generalmente affermando che il contratto è in scadenza o è scaduto, e propongono di fissare un appuntamento con un loro un agente per stipulare un nuovo contratto di fornitura gas ed energia elettrica (ovviamente non è chiaro di quale fornitore stanno parlando).

Siamo quindi nuovamente in presenza di telefonate false che tendono ad ingannare chi le riceve. Sono i classici vergognosi tentativi di truffa che ormai si ripetono con frequenza preoccupante.

Confartigianato ribadisce che l’accordo con AIM Energy prosegue senza alcuna interruzione, anzi è stato ulteriormente aggiornato fino al 31/12/2021 con l’aumento dello sconto per la fornitura del gas che passa dal 18% al 20% (identica percentuale dello sconto per l’energia elettrica). Sarà cura di Confartigianato negoziare successivamente al 31/12/2021 le condizioni tariffarie con AIM Energy.

Si invitano coloro che ricevono queste telefonate a non aderire ad alcuna proposta, evidentemente basata su un comportamento scorretto e per nulla rispettoso di chi la riceve.

Se in grado di recuperare il n. di telefono di chi chiama, il nome dell’azienda citata per la fornitura e il nome e cognome della persona al telefono si prega di farlo avere al seguente indirizzo mail

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Eventuali informazioni in merito alle forniture di energia elettrica e gas proposte da Confartigianato possono essere richieste tramite la e.mail sopra riportata oppure contattando il settore energia di Confartigianato Vicenza (Nicoletta Siddi – tel. 0444168430). Informazioni possono essere chieste in tutte le sedi provinciali di Confartigianato.

Addizionali provinciali sulle accise dell’energia elettrica degli anni 2010 e 2011 – è ancora possibile avviare azioni per il rimborso

La Cassazione ha chiarito che le azioni di rimborso vanno avviate nei confronti del fornitore e non dell’Amministrazione Finanziaria (Agenzia delle Dogane). Messa a disposizione del fac simile di diffida

Nel 2010 e nel 2011 le aziende pagavano le bollette per la fornitura di energia elettrica inclusive dell’addizionale provinciale sulle accise. Dal 01/01/2012 per effetto di apposita normativa tale addizionale è stata abrogata, questo per intervento di una direttiva comunitaria che ha dichiarato l’inapplicabilità delle norme istitutive della stessa.

A fronte di tale situazione alcuni soggetti hanno chiesto il rimborso delle addizionali versate all’Agenzia delle Dogane, che ha resistito in giudizio fino alla sentenza definitiva della Corte di Cassazione che, pur riconoscendo la possibilità della richiesta di rimborso, ha chiarito che doveva essere fatta dal consumatore finale nei confronti del fornitore di energia elettrica di quel periodo (cioè quello che aveva effettivamente incassato le addizionali citate).

La richiesta all’Amministrazione finanziaria (Agenzia delle Dogane) può essere fatta, dice la Cassazione, “eccezionalmente, allorquando l’azione esperibile nei confronti del fornitore si riveli oltremodo gravoso (come accade, ad esempio, nell’ipotesi di fallimento del fornitore)”.

Per coloro che sono interessati ad attivare azioni per la restituzione di tali addizionali, la prima attività da realizzare è quella di interrompere il periodo di prescrizione decennale con apposita diffida (si tenga conto che per il 2010 sono già passati 10 mesi). Sappiamo che è molto probabile che i fornitori non daranno seguito alla richiesta di rimborso. In tal caso rimane la possibilità di avviare l’azione legale nei confronti dei fornitori.

Non si può però escludere la possibilità che venga emanata una disposizione legislativa che preveda la restituzione di quanto versato per l’addizionale in questione (tutta o in parte), visto anche l’importante azione di rappresentanza fatta da Confartigianato Imprese e da altre associazioni di categoria. Potrebbe quindi essere rilevante il blocco del termine dalla prescrizione. Pertanto, in tale ipotesi, diventerebbe importante avere almeno inviato apposita diffida (via pec) al fornitore di energia elettrica del 2010/2011 con la richiesta di restituzione di quanto corrisposto nei due anni. Al riguardo lo Studio Legale Tributario Prof. Avv. Loris Tosi di Mestre ha messo a disposizione del CAEM (Consorzio Acquisti Energia & Multiutility) il fac-simile di diffida da utilizzare e inviare nei confronti del fornitore del 2010 e 2011, per coloro che lo desiderano, indipendentemente dalla cifra richiesta. Tale fac-simile viene riportato in fondo a questa notizia. Se utilizzato lo stesso dovrà poi essere inviato al fornitore (di allora) con raccomandata A/R o PEC.

Come consorzio abbiamo anche definito, con lo studio legale e tributario prof. Avv. Loris Tosi di Mestre, le condizioni per l’eventuale assistenza a coloro che intendono avviare azioni nei confronti del/dei fornitori per il rimborso delle addizionali provinciali sulle accise pagate nel 2010 e 2011. In questo caso la disponibilità data dallo studio legale per l’assistenza fino all’eventuale terzo grado di giudizio sarà possibile nel solo caso di un potenziale rimborso superiore a 8.000,00 euro, cioè per quelle realtà che hanno consumato oltre un milione di kWh  (per le forniture da novembre 2010 a dicembre 2011).

Qualora siate interessati ad avviare tali azioni e ad avere quindi informazioni sulle condizioni concordate con lo studio legale, potete contattare il nostro consorzio CAEM (Consorzio Acquisti Energia & Multiutility):

Deborah Casalatina – tel. 0444/168484

Chiara Dalle Nogare – tel. 0444/168408

Enrico Raumer – tel. 0444/168469

Mirco Zanrosso – tel. 0444/168395

Di seguito al Fac-simile si riporta la tabella delle accise applicate nel 2010 e nel 2011 nelle province cui fanno riferimento le aziende consorziate al CAEM.

 

TESTO DEL FAC-SIMILE DI DIFFIDA

(Luogo e data)                                                                                                                                         Spett.le (ragione sociale e indirizzo società fornitrice)

A mezzo raccomandata a/r  o pec

 Oggetto: Diffida e formale messa in mora ai sensi dell’art. 1219 del codice civile per la ripetizione dell’imposta addizionale sull’energia elettrica di cui all’art. 6 del D.L. n. 511 del 1998 per il periodo 1 gennaio 2010 – 31 dicembre 2011. Contratto di fornitura di energia di (denominazione sociale società fornitrice) – Codice cliente (vedi bollette) ….. : POD (vedi bollette) n.  ….., luogo di fornitura (indirizzo inclusivo del comune) ……

Spett.le Fornitore

Il sottoscritto sig. (nome e cognome), nato a ……………………(…) il …………………. e residente in (comune)………………………(…), via ………………………………..n. ………….., cod. fisc. ………………………… , in qualità di legale rappresentante della società ………………………………..(ragione/denominazione sociale), con sede legale in (comune)…………………(…), ….(CAP), via …………………………cod. fisc. (Azienda)……………………………….., in relazione alla fornitura di energia elettrica di cui all’oggetto, espone e precisa quanto segue.

Come vi sarà noto, anche a seguito dell’intervento della Commissione Europea, l’art. 2, comma 6, del D.Lgs. 23 del 2011 ha abrogato, a decorrere dal 2012, l’imposta addizionale sull’energia elettrica di cui all’art. 6 del D.L. n. 511 del 1988, in quanto incompatibile con l’ordinamento dell’Unione Europea. 

La Corte di Cassazione – con sentenze nn. 27099 del 2019 e 27101 del 2019 – ha confermato che il cliente al quale, in precedenza, sia stato addebitato il citato tributo ha il diritto di agire nei confronti del fornitore e chiederne a quest’ultimo la restituzione attraverso ordinaria azione di ripetizione dell’indebito nel termine di prescrizione decennale ai sensi dell’art. 2033 del codice civile.

Ciò posto, Vi diffidiamo a procedere senza indugio alla restituzione, entro e non oltre quindici giorni dal ricevimento della presente, dell’imposta addizionale sull’energia elettrica di cui all’art. 6 del D.L. n. 511 del 1998 addebitateci nelle fatture da Voi emesse e relative al periodo di fornitura compreso tra il 1° gennaio 2010 ed il 31 dicembre 2011, maggiorata della relativa imposta sul valore aggiunto e dei relativi interessi di legge nel frattempo maturati.

A tal fine, vogliate procedere ad accreditare l’importo dell’addizionale provinciale oltre alla relativa imposta sul valore aggiunto, per gli anni 2010 e 2011, indebitamente trattenuta da Codesto Fornitore, nella somma di € …………….. (in lettere ……………..), ovvero nella diversa misura eventualmente risultante dalla sommatoria dei dati documentali, maggiorata degli interessi di legge, sul conto corrente avente IBAN IT…………………, intestato a …………………………… (ragione/denominazione sociale).

La presente diffida, che costituisce formale atto di messa in mora, viene trasmessa ad ogni effetto di legge, ivi incluso quello interruttivo della prescrizione.

Nulla ricevendo entro il termine suddetto, ci vedremo costretti ad adire l’Autorità Giudiziaria a tutela dei nostri interessi.

Si rappresenta sin da ora che alla presente comunicazione non seguiranno solleciti.

Cordiali saluti.

                                                                                                              Sig.  (Nome e cognome) ……………………..

                                                                                                                                        Firma

   

Addizionali provinciali sulle accise dell’energia elettrica applicate per kWh nelle province riferite alle associazioni artigiane aderenti a Confartigianato Imprese, promotrici del consorzio CAEM (Consorzio Acquisti Energia & Multiutility)

Prov.

€/kWh

€/kWh

2010

2011

Bari

 0,0093

0,0093

Belluno

0,0114 

0,0114

Benevento

 0,01136

0,01136

Bolzano

0,0093 

0,0093

Brindisi

0,01136 

0,01136

Campobasso

 0,01136

0,01136

Caserta

0,011362 

0,011362

Chieti

0,011362 

0,011362

Foggia

0,01136 

0,01136

Gorizia

 0,0114

0,0114

Isernia

0,0093 

0,0093

L'Aquila

0,0093

0,01395

Napoli

0,0114

0,01425

Oristano

0,01136 

0,01136

Padova

 0,0093

0,0093

Pescara

 0,011362

0,011362

Pordenone

 0,0103

0,0103

Reggio Calabria

 0,0093

0,0093

Rieti

0,011362 

0,011362

Rovigo

 0,011362

0,011362

Salerno

 0,011362

0,011362

Sassari

 0,01136

0,01136

Taranto

 0,011362

0,011362

Teramo

 0,011362

0,011362

Trento

0,0093 

0,0093

Treviso

0,01136 

0,01136

Trieste

0,01136 

0,01136

Udine

 0,01136

0,01136

Venezia

 0,011362

0,011362

Verona

0,01033 

0,01033

Vicenza

 0,011362

0,011362

Solo nelle province di L’Aquila e Napoli l’addizionale provinciale sulle accise dell’energia elettrica era differente nel 2010 rispetto al 2011. Nelle altre province il corrispettivo 2010 e 2011 è rimasto invariato.

Questo significa che moltiplicando l’importo riportato nella tabella sopra evidenziata per i kWh utilizzati nei due anni, si otterrà l’importo complessivamente pagato per l’addizionale provinciale sulle accise dell’energia elettrica. Tale importo (risultato dalla moltiplicazione citata) va inserito nella diffida e corrisponde alla cifra complessivamente pagata indebitamente nel 2010 e nel 2011.

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