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  • 30/04/2021 - Telefonate ingannevoli da parte di agenzie e call center che si propongono per le forniture elettriche. L’unica soluzione è quella di inibire il numero telefonico di chi chiama

24/09/2021 - Anche Spagna e Francia cercano di mitigare l’aumento dei costi dell’energia elettrica e gas

Il vice presidente della Commissione UE, Frans Timmermans, è intervenuto nel dibatto sull’aumento dei costi dell’energia sostenendo che “il mercato dell’energia non può essere cambiato dall’oggi al domani”. L’intervento arriva dopo che in Spagna sono state approvate un serie di misure di forte impatto contro il caro energia, fra queste una tassa sui “profitti eccessivi” dei produttori di energia e l’obbligo di mettere all’asta una parte dell’energia generata. Inoltre Timmermans nel precisare che l’aumento dei costi energetici non dipende dai prezzi della CO₂ “come sostiene il governo spagnolo” ma da quelli del gas. Inoltre ha affermato che “un conto è che il Governo spagnolo prenda provvedimenti per mitigare le attuali fluttuazioni del mercato, e ci sono strumenti che rientrano nella normativa comunitaria, un altro è ridisegnare il mercato dell’energia di cui si puo' discutere senza però rinunciare improvvisamente ai principi di mercato, anche perché in base alle stime della Commissione Europea, condivise anche da Madrid, i prezzi scenderanno dal prossimo anno”. Nel frattempo i titoli delle utility spagnole continuano a scendere perdendo valore.

Il caro energia tocca anche la Francia, come tutti i Paesi europei. Il governo francese ha approvato un contributo straordinario di 100 € riservato alle circa 6 milioni di famiglie con basso reddito che verrà riconosciuto nel mese di dicembre.

23/09/2021 - Il ministro Cingolani: nel 4° trimestre 2021 aumenti del 40% sull’energia elettrica

Ha colpito duro il ministro Cingolani quando ha affermato che nel prossimo trimestre le bollette dell’energia elettrica aumenteranno del 40% per le famiglie e le imprese che ancora sono nel mercato tutelato. Anche per il gas si prevede un forte aumento per circa il 30% rispetto al trimestre precedente.

Una dichiarazione, quella del Ministro, che non si può dire inaspettata, in quanto nel corso dell’intero anno si sono riscontrati continui aumenti dei prezzi legati all’andamento della borsa elettrica. Inoltre, negli ultimi mesi, le tariffe del gas e dell’energia elettrica proposte nel libero mercato sono letteralmente schizzate verso l’alto. Non c’è giorno che non si riscontino aumenti. Una cosa che non si vedeva dal 2007, prima della crisi della Lehman Brothers.

Confartigianato da tempo sostiene che va rivista l’intera struttura della bolletta elettrica, in particolare rivedendo tutto ciò che riguarda gli oneri di sistema che incidono per circa il 40% della stessa. Ma in questi ultimi mesi si sono visti solo provvedimenti tampone o estemporanei per ridurre i costi nelle bollette, che sono peraltro possibili solo con apposita decretazione.

E’ di queste ultime ore però una ulteriore dichiarazione del Ministro Cingolani: “c’è da mitigare innanzitutto il trimestre e poi da mettere in piedi un intervento strutturale”. Tra le possibili misure figurano un nuovo intervento sugli oneri di sistema (come già avvenuto nel periodo estivo) utilizzando i proventi derivanti dalle aste per la CO₂, un rafforzamento del bonus sociale e un taglio dell’iva. Di queste tre ipotesi sembra che la più probabile sia la prima, quella relativa all’abbattimento degli oneri di sistema, che però difficilmente riuscirà a contenere l’intero aumento previsto. Successivamente si ipotizza finalmente di trasferire nella fiscalità generale alcune voci relative agli oneri di sistema, probabilmente con la manovra di fine anno o con la legge sulla concorrenza. Vedremo nei prossimi mesi.

Sulle cause degli aumenti, si può affermare che gli stessi derivino in particolare dal gas, che mai come negli ultimi mesi ha raggiunto quotazioni così elevate. Purtroppo le scorte di tale materia prima, nei vari Paesi, sono ancora scarse e l’autunno è ormai in arrivo, oltre al fatto che le nostre centrali elettriche vanno prevalentemente a gas. Una situazione questa che ha comportato il forte innalzamento dei costi del gas vista la forte domanda dello stesso.

22/09/2021 - Dietro gli aumenti dell’energia elettrica incide pesantemente l’impennata del gas per il funzionamento delle centrali termoelettriche

La settimana appena conclusa ha visto l’ennesima crescita dei prezzi energetici ed il mercato elettrico continua a dare la sensazione di essere fuori controllo, non solo in Italia, ma anche nell’intera Europa. Il base load a Parigi sale a 137,07 €/MWh e il PUN in Italia (*) sfiora i 150 €/MWh dopo aver raggiunto i 200 €/MWh dalle 19.00 alle 20.00 del 15 settembre 2021.

Non sembra ci siano al momento prospettive di calo dei prezzi, anzi si ha la sensazione che potrebbero continuare i rincari. La richiesta in generale fatta ai Governi di tutta Europa è quella di adottare provvedimenti che evitino o riducano fortemente gli aumenti previsti e dichiarati, nel caso italiano, dal ministro Cingolani “l’elettricità aumenterà del 40% nel quarto trimestre”. Il rischio è che le famiglie vadano in difficoltà, basti pensare quelle a basso reddito, o che le aziende, soprattutto quelle di piccole dimensioni, che già stanno vivendo serie difficoltà per l’impressionante aumento dei costi delle materie prime, non riescano a sopportare anche questo ulteriore peso. Aziende che restando nel mercato tutelato pensavano di avere una tutela tariffaria maggiore rispetto alle altre che si forniscono nel libero mercato, ma che oggi scoprono che tale tutela di fatto non esiste più e che con la fine del 2022 cesserà anche formalmente.

Alcuni interventi che si leggono evidenziano in maniera chiara l’improvvisazione sui temi energetici e sui suoi costi, e in particolare sui costi della transizione energetica. Se è vero che nella bolletta elettrica il costo per l’abbattimento della CO₂ ha un suo peso, è bene evidenziare che comunque riguarda una percentuale significativa ma non così determinante per la struttura del prezzo.

Degli oltre 100 €/MWh di cui è salito il PUN in questi mesi, circa il 15% può essere riferito al costo della CO₂, peraltro la crescita di questa voce di costo fa pensare ad una scelta voluta per dare una accelerazione al processo di decarbonizzazione voluto dall’intera Comunità Europea. 

Questo però significa che il rimanete aumento, 85 €/MWh, è da attribuire al gas, quindi il rapporto con la transizione energetica centra poco o nulla. Non risulta peraltro che gli impianti a carbone abbiano cessato la produzione di energia, diciamo che procedono lentamente verso la definitiva chiusura.

Dobbiamo prendere atto che il gas continuerà a servire ancora per molto tempo, ma di fatto l’impennata dei prezzi appare veramente eccessiva. Certamente si può dire che ci sono stati problemi tecnici, strutturali negli oleodotti a servizio dell’Europa e del nostro Paese, oppure che ci sono problemi contrattuali per le forniture di gas, ma si fatica a non pensare che le debolezze di una Comunità Europea nella politica estera incidano pesantemente sui rapporti internazionali con chi il gas lo produce. Se a questo aggiungiamo anche le tensioni geopolitiche nei paesi Arabi e non solo, oltre alle consuete speculazioni, ecco che allora probabilmente riusciamo a dare una lettura al forte aumento dei prezzi energetici. 

(*) PUN - Prezzo Unico Nazionale - è il prezzo di riferimento dell'energia elettrica acquistata in borsa, pubblicato dal Gestore dei Mercati Energetici sul proprio sito

21/09/2021 - Energia elettrica: il Ministro Cingolani prevede l’aumento del 40% delle tariffe nel 4° trimestre 2021. Cavion (Confartigianato): “È il momento di abbattere gli oneri di sistema di aziende e famiglie”

“Lo scorso trimestre la bolletta elettrica è aumentata del 20%, il prossimo trimestre aumenterà del 40%, queste cose vanno dette, abbiamo il dovere di affrontarle”: ha lasciato il segno l’affermazione del Ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani. Sostanzialmente, ha anticipato quello che probabilmente verrà deciso da ARERA, l’Autorità per l’Energia e il Gas, ovvero che le utenze domestiche e le imprese che sono ancora nel mercato di maggior tutela, dal mese di ottobre a dicembre andranno a pagare il 40% in più in bolletta rispetto al trimestre precedente.

“È una dichiarazione che non possiamo dire inaspettata, seppur preoccupante e maggiore di quella che pensavamo - afferma Gianluca Cavion, presidente di Confartigianato Imprese Vicenza - in quanto abbiamo riscontrato nel corso dell’intero anno continui aumenti dei prezzi legati all’andamento della borsa elettrica. Negli ultimi mesi abbiamo poi preso atto che le tariffe nel libero mercato erano letteralmente schizzate in alto. Una cosa che non si vedeva dal 2007, prima della crisi della Lehman Brothers. A questo punto ci aspettiamo che, al di là della previsione del Ministro, ci sia anche una conseguente azione contenitiva delle tariffe da parte del Governo, che noi in questo momento vediamo sostanzialmente possibile solo con l’abbattimento o l’azzeramento degli oneri generali di sistema che incidono in maniera pesante sulla bolletta dell’energia elettrica. Provvedimento già preso nei mesi estivi a favore delle piccole imprese in bassa tensione, ma che auspichiamo venga applicato a tutto il sistema imprenditoriale e alle famiglie”.

“Questa situazione – analizza il presidente – rischia di appesantire i costi che già gravano sulla produttività delle imprese che, dopo un periodo difficilissimo in seguito al Covid, stanno ripartendo con buone previsioni di crescita. L’aumento delle tariffe andrebbe ad aggiungersi alle complicazioni create dall’aumento dei prezzi e dalla scarsa reperibilità delle materie prime negli ultimi mesi, e al peso immutato della burocrazia, che siamo ancora in attesa venga affrontato seriamente”.

“Per quanto riguarda l’energia, con il consorzio CAEM (realtà di riferimento di 30 associazioni del Sistema Confartigianato) che si occupa di negoziare le tariffe di energia elettrica e il gas siamo riusciti a definire per il 2021 tariffe fisse che sono la metà di quelle che il mercato propone oggi, ma stante la situazione è chiaro che per il 2022 punteremo con buona probabilità su tariffe indicizzate che seguano gli andamenti della borsa elettrica e che, nel caso di ribasso della stessa, permetteranno conseguentemente l’inversione di tendenza verso il basso delle tariffe dell’energia elettrica. Per le utenze domestiche, abbiamo invece un importante accordo con AIM Energy che prevede un forte sconto rispetto alle tariffe stabilite trimestralmente da ARERA. Siamo però preoccupati anche per le tariffe del gas - conclude Cavion - in quanto anche in questo caso siamo di fronte a una crescita dei costi notevole, dovuta soprattutto al fatto che le riserve di gas degli stati sono molto indietro rispetto alle attese, comportando in questa maniera l’aumento dei costi per il fatto che ci si avvicina all’inverno e ancora non si è coperti. Gas che peraltro incide pesantemente anche sui costi dell’energia elettrica, visto che molte delle nostre centrali funzionano con tale materia prima. Prevediamo quindi mesi pesanti, ma ci aspettiamo dal legislatore un pronto intervento per il contenimento dei costi che, se non approvato, metterebbe veramente in difficoltà famiglie e imprese”.

01/09/2021 - I dati dell’Osservatorio del CAEM dei primi mesi del 2021 (+ 3,4% rispetto al 2020) confermano i primi segnali della ripresa

Fra gli indicatori più importanti sulla salute delle imprese c’è quello relativo ai consumi di energia elettrica, rilevati dall’Osservatorio sui consumi di energia elettrica del consorzio CAEM promosso da Confartigianato Imprese Vicenza.

“L’indicatore dei consumi elettrici dice come stanno le cose, se i macchinari e le attrezzature sono in funzione, significa che le aziende lavorano in caso contrario è evidente che ci sono problemi – spiega Gianluca Cavion, presidente di Confartigianato Vicenza –.  Il 2021 è partito bene, infatti nel primo trimestre si sono riscontrati i primi timidi segnali di ripresa, differenziati a seconda della tipologia di attività. Speriamo ora non solo che il trend positivo sia confermato e aumenti con le prossime rilevazioni. Già sarebbe un risultato tornare ai dati pre Covid, che per noi non erano comunque soddisfacenti, che oggi sarebbero un buon punto di ripartenza considerata la situazione per altro sempre in divenire impedendo alle aziende di fare qualsiasi tipo di previsione”.

L’Osservatorio tiene in considerazione i consumi trimestrali reali delle piccole imprese aderenti considerando un campione significativo di 4.282 soggetti. I primi dati, dopo un 2020 stravolto dalla pandemia che ha comportato un calo del 9% dei consumi di energia, registrano per i primi mesi del 2021 un aumento, nonostante l’ancora difficile situazione sanitaria e l’alternarsi delle zone rosse e arancioni. La crescita fotografata dall’Osservatorio nel primo trimestre 2021 è quindi del 3,4% è (rispetto ad analogo periodo dell’anno precedente).

“La ripresa dei consumi di energia elettrica nel primo trimestre 2021 nelle piccole aziende è un primo importante segnale positivo - commenta Nerio Dalla Vecchia vice presidente di Confartigianato Vicenza- pur dovendo evidenziare che nello stesso periodo del 2020 i consumi elettrici erano calati del 7%. Se quindi non si può ancora parlare di una crescita reale dei consumi, diciamo che le nostre imprese, anche se non tutte, nella prima parte del 2021 hanno iniziato a recuperare quanto perso a causa del Covid. Un segnale incoraggiante che speriamo sia confermato”.
Il trend positivo dei consumi di energia di inizio 2021 ha coinvolto la maggior parte dei settori dell’artigianato con le sole eccezioni dell’alimentazione (-2,6% rispetto al primo trimestre 2020) e della moda che segna (-1,6% nello stesso periodo dell’anno precedente). Gli aumenti più intensi si osservano per le imprese del settore casa (+7,9%) e del legno e arredo (+6,6%), incrementi probabilmente derivanti dalle detrazioni e incentivazioni fiscali per le ristrutturazioni. Anche le imprese della produzione hanno registrato un segno positivo (+4,9%) con la meccanica ed elettromeccanica che registra un +5,5% dei consumi elettrici. Crescita dei consumi anche per le imprese della mobilità con un +4,5% (carrozzieri, meccanici e trasporto), mentre crescita ridotta per l’artigianato artistico (+2%) ovvero le imprese della ceramica e dei metalli preziosi. Infine un risicato aumento dei consumi lo si riscontra anche nelle aziende del benessere (+0,9%) rispetto allo stesso periodo del 2020.